Impressioni dei partecipanti

Quando sono arrivata a Gautama, non conoscvo il posto nè le persone che vivono qui, me ne aveva solo parlato un amico. La prima impressione che ho avuto è stata molto positiva, mi sono sentita subito a casa.

Appena arrivata sono entrata nel Tourist Program, una esperienza per me indimenticabile, che mi ha davvero portato in uno spazio magico, di profonda meditazione e di pulizia a tutti i leivelli. É stato uno dei regali più belli e preziosi che l' esistenza potesse farmi.

All' inizio è stata dura, entrare in un programma così intenso non è stato affatto semplice...ma grazie alla struttura e alle persone che mi hanno seguita giorno per giorno, dalle quali ho ricevuto tanto supporto, sono riuscita piano piano a sbloccarmi e a dirmi sempllicemente: " si, ce la posso fare ".                                    

Alla fine del Tourist mi sembrava di volare, finalmente stavo riacquistando fiducia in me stessa e nel mio corpo. Ho avvertito molta piu energia e sensibilità, cose che avevo dimenticato per lungo tempo.

Qui al Gautama ho avuto la fortuna di incontrare persone meravigliose, che ti amano per quello che sei e con le quali puoi veramente sperimentare giorno per giorno il valore dell' amicizia.                                               
Ci sono dei momenti in cui ci si può scontrare, non andare d'accordo però, rimanendo sempre nella verità di ciò che si sta sentendo, quei momenti aiutano sempre a crescere e a relazionarti con gli altri a più livelli. Con amore, Chandra.

 

" Sono arrivato a Gautama disgustato e stufo dalla ciclicità cronica dei miei fallimenti; cosi ho deciso di farmi aiutare. Il mio Tourist Program e durato 30 giorni ed è stato un arco di tempo di grande intensità introspettiva. Sono stato guidato a calarmi nel qui ed ora e ciò è stato sufficiente a far emergere quanto il mio approccio alla realtà fosse fittizio in quanto estemporaneo. Tutta la comune mi mandava il messaggio :
" Guardati dentro, vinci la paura "                                                                                                                     
Ho incontrato molte difficolta', specialmente nell' accettare l' immagine di me riflessa negli altri. Alcun giorni sono stati neri e intensi e l' aspetto psico-drammatico aveva un vago senso di beffa poiche' chi interpretavo era me stesso. A posteriori mi sento comunque fortunato.                                                                                  
Spesso è un vantaggio vivere una grossa problematica, cosi da poter prendere facilmente atto che c'è qualcosa da cambiare nella propria vita.

Con grande sospetto ed infinite riserve ho visto affiorare aspetti del mio esistere che sono ok. Ho coinciso per lunghi attimi con la sensazione che quanto più sono me stesso tanto più "sono". Queste sono state le premesse per farmi cominciare a fare pace con me stesso.                                                                                   
A Gautama ho ridato un senso a parole come "amicizia" e "prendersi cura", e sono orgoglioso di dire che è diventata casa mia".  Maurizio

 

"Oh, ecco il nuovo tourist!".

Sono stato accolto piú o meno con una frase del genere dalla comun. Una frase che per me significava aspettative, paure, attese, curiosita'. Una frase che mi  ha tenuto per 15 giorni in un bozzolo protetto dove ho potuto fare un viaggio interiore con meta l' ignoto. Una frase che mi ha fatto sentire accettato dalle altre persone come un indivituo che vuole scoprirsi e capirsi.

"Il Tourist ti cambia la vita" potrebbe essere uno slogan (magari un po' scontato) per quest' esperienza. Ma e'  vero. A partire dalla meditazione del mattino, la tanto temuta "Dinamica". Mi svegliavo alle 7:15 stanco all' inverosimile, e mi ritrovavo alle 8: 30 che sprizzavo energia da tutti i pori.

O nell' esperienza di vita di comunità, dove non puoi nasconderti, dove i disagi vanno manifestati, dove non si puó mentire perché quando lo si fa si mente a se stessi, dove si é sempre in relazione con altre persone e si ha la possibilitá di vdersi, di scoprire i propri schemi mentali, i pregiudizi e le false credenze.

O nelle numerose meditazioni uidate, in cui ho imparato a conoscere parti di me stesso che ignoravo, alcune gradevoli e altre meno, che peró chiedono di essere accettate.

O nei due gruppi che si svolgono nel weekend, quando la comune si riempie di nuove persone che si riuniscono per svolgere insieme delle esperienze di crescita interiore e la vita subisce un' accelerazione vertiginosa che non sai mai dove conduce.

Il Tourist é questo e molto di piú.

" Tu vai bene cosi come sei". Che sollievo ! Che piacere quando mi rivolgevano questa frase. Perché, inconsiamente o no, io ero (e sono ancora) sempre pronto a giudicarmi sbagliato.                                   
"Come va?". Questa forse é stata una delle frasi, uno dei gesti che mi ha toccato di piú: l' interessamento, non solo da parte dello staff che mi ha seguito (si potrebbe pensar che questi lo fanno per lavoro) ma anche degli student  e dei residenti. Ti svegli e una persona che ti conosce a malapena ti chiede come stai. E' una ventata di aria fresca.   Buon viaggio! Alex.

 

Ho deciso di fare il Tourist Program consapevole che nel breve spazio di 15 giorni avrei potuto prendere contatto con tutto il mio sommerso di emozioni, paure, false credenze e pregiudizi; sarei diventato consapevole degli schemi mentali che hanno bloccato la piena consapevolezza delle mie qualitá e la fiducia necessaria ad accettare, amare e apprezzare me stesso.

L' esperienza dl Tourist mi ha permesso di vedere, rivivere, affrontare e lasciare andare frustrazioni, delusioni e sofferenze, facendomi sempre sentire protetto, supportato ed amato.

Questi 15 giorni sono stati e rimarranno indimenticabili, perché hanno nutrito la mia parte piú essenziale e piú vera, estirpando quei semi del passato che se lasciati germogliare non avrebbero fatto altro che dominare il mio presente e futuro, portandomi a ripetere le stesse dinamiche, negando ogni mia possibilitá di crescita reale, minando i miei intenti ed obiettivi.

Sessioni e meditazioni, lavoro manuale ed espressività…il mio impegno e la mia presenza sono stati constanti; mi sono concesso di andare oltre le mie possibilità e oltre le inibizioni che normalmente hanno soffocato la mia spontaneità…
Il contatto quotidiano con livelli più elevati e sottili della mia consapevolezza ha richiesto molta protezione e più l’esperienza è stata preziosa, maggiore è stata la cura che ho ricevuto.
Affidarmi a ciò che mi era proposto di affrontare mi ha messo a contatto con profonde sensazioni di benessere, leggerezza, sicurezza e fiducia…in sintonia con l’energia della comune e la bellezza del luogo.
Raccomandare il Tourist Program a tutte le persone che stanno leggendo di questa mia esperienza è per me essenziale. Ognuno di noi a suo modo ricerca benessere, salute, sicurezza di sé, autostima e felicità… e mi sento di comunicare a cuore aperto che provare il Tourist è una meravigliosa occasione per contattare, sperimentare e fare proprie queste caratteristiche.   Adhar

 

TURISTA NON PER CASO
Come a ogni viaggio o permanenza più lunga in un posto, arriva un momento in cui mi dico: potrei essere qui o da un’altra parte del mondo e cosa cambierebbe? Sarei sempre la stessa persona?
Cosi ho mollato tutto e da turista per tre anni più o meno per caso, sono diventata per due settimane turista non per caso: di certo ho scelto io e solo io di venire in un luogo cosi sperduto… Avevo deciso di conoscere meglio me stessa: qual è la lingua che parlo? a che cultura appartengo? l’avrei scoperto?
Durante queste due settimane molto intense, nonostante mi sia trovata sempre nella stessa casa con le stesse persone, ho l’impressione di aver percorso chilometri.
Mi sono sentita come a Euro Disney alcuni mesi fa. Mi sono divertita da pazzi, con poco, con la creatività, con l’amicizia, con l’attenzione amorevole di tutti gli insegnanti.
Ho esplorato le mie montagne russe interiori e a me non piacciono le montagne russe vere nei Luna Park… ma a quelle che fanno parte del mio paesaggio interno mi sto abituando sempre di più.
Per anni ho vissuto seduta nella giostra della tazza gigante, quella che girava sempre su se stessa.
Poi con l’esperienza, con un pizzico di coraggio in più, mi sono addentrata nel labirinto di Alice nel Paese Delle Meraviglie; il fatto di non sapere dove fosse l’uscita e quando l’avrei trovata, non ha impedito che io ci entrassi. Adesso sto tentando Space Mountain, le montagne russe più terribili, nello spazio interstellare più remoto di me.
Diciamo che dopo il Tourist ho delle carte in più, delle mappe per affrontare questo viaggio.
Per non rinunciare all’emozione della perdita della forza di gravità, nella navicella, all’emozione pura dentro di me, senza il peso del passato, capace di lasciarmi andare alla gioia della velocità, senza volere guidare, dirigere, controllare.
Per me è una sensazione nuova.
Sull’aver trovato la mia lingua, la mia cultura, il luogo in cui vivere ho fatto centro (certo fino al prossimo richiamo).
Non avrei mai pensato che fosse proprio questa la mia strada. Ho solo seguito una vocina fievole che mi diceva ma dai, prova, vai li! E ne sono molto, ma molto felice e riconoscente.
YUPPIE! Come dicono qui… diventerà parte del mio nuovo vocabolario.        Devakanti